IntervisteChariot for women: taxi e Uber in rosa

dotmug5 anni ago7 min

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Eccoci qui, ancora una volta a parlare di donne e della loro sicurezza. Discorsi che forse nel 2016 dovrebbero essere affrontati con uno sguardo positivo, ma che purtroppo generano solo preoccupazione. Di recente, un giudice inglese ha infatti dichiarato “We advise women travelling home alone late at night to use a licensed black cab if possible or, if not, to book a minicab by phone and ensure that it comes from the place where they booked it.”

I dati della polizia di Londra mostrano che 214 donne sono state aggredite in un taxi durante lo scorso anno e 54 stuprate.  A sostituire i taxi illegali, ci ha già pensato Uber. Ma le donne possono sentirsi al sicuro con Uber? Secondo il fondatore di Chariot for women no.

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Un’app per la sicurezza delle donne

Chariot for Women è un servizio UBER PER LE DONNE. Il fondatore, ex driver di Uber Michael Pelletz, ha creato un’app per le donne e per la loro sicurezza. Le guidatrici saranno tutte donne e i passeggeri potranno essere solo donne o bambini. Una vera e propria no man zone. Secondo BuzzFeed News: se proviamo ad effettuare una ricerca con le keyword “sexual assault” il risultato si aggira intorno alle 6000 voci nel database di Uber, 5000 se si cerca “stupro”. Dati che purtroppo non rassicurano, anzi spaventano.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso secondo Pelletz, è stato quando, durante un turno di lavoro con Uber, un passeggero ubriaco è salito in macchina cominciando ad infastidirlo. La situazione si è fatta presto ingestibile e il suo pensiero è stato: e se al posto mio ci fosse stata una donna a guidare?

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Come funziona Chariot for Women?

Come con Uber si potranno riservare tramite l’app passaggi, calcolare il prezzo e richiedere veicoli grandi. Le guidatrici verranno pagate un minimo di 25 dollari all’ora, e il 2 percento di ogni tariffa sarà devoluto in beneficenza ad organizzazioni che si occupano della tutela dei diritti delle donne. Inoltre, prima di salire in macchina, verrà richiesto alla guidatrice o passeggera di inserire nell’app una parola chiave, in modo da confermare che il servizio sia effettivamente quello richiesto.

E le critiche non sono mancate… c’è infatti chi accusa Pelletz di aver avuto un atteggiamento discriminatorio nei confronti del mondo maschile, e le femministe che invece rivendicano la capacità delle donne di difendersi da sole. C’è chi dice che per monetizzare davvero, saranno costretti a correre ai ripari e assumere uomini…

Ma noi non ne siamo così convinti… in realtà il target delle donne che necessita di sentirsi al sicuro continua a crescere e potrebbe diventare sempre più una fetta del mercato appetibile… Quindi ben vengano progetti declinati al femminile che come in questo caso rispondono ad un bisogno concreto: Più sicurezza, più libertà

dotmug

"C’è una sola cosa orribile al mondo, un solo peccato imperdonabile: la noia". Oscar Wilde. Dalla redazione di Dotmug non ci annoiamo di certo. Sempre alla ricerca di notizie, condiviamo, twittiamo, instagrammiamo in costante connessione con il mondo digital.

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