Food UPInstagram Kit e social-menù: il boom della ristorazione 4.0

Roberta Gavioli Roberta Gavioli9 mesi ago13 min

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Cosa accomuna un gelato al gusto unicorno, bizzarre uova blu e un hamburger completamente immerso nella fonduta di formaggio? Senza dubbio una certa stravaganza, ma non solo. Queste pietanze sono incredibilmente instagrammabili. Ebbene sì, nell’era dei social il cibo non deve essere (solo) buono, deve catturare l’attenzione dei follower e fare tendenza. Menù digitali, hashtag popolari, design e presentazione delle portate sempre più social: non si possono più ignorare questi nuovi trend se si vuole rimanere competitivi sul mercato. Come ha ben intuito prima di tutti Dirty Bones, locale londinese che durante la cena offre a disposizione dei suoi clienti addirittura un Instagram Kit. Ma ora che l’innovazione sembra essere arrivata davvero anche nel settore della ristorazione, come reagirà l’Italia, custode della tradizione culinaria per eccellenza? 

Menù digitalizzati e trasformazione tecnologica: le nuove sfide del marketing gastronomico

Nella gestione dei ristoranti, una delle principali sfide è la trasformazione digitale. Adattarsi alla richiesta tecnologica dei nuovi consumatori richiede un gran lavoro da parte di realtà che spesso hanno puntato il loro business sulla tradizione. I clienti di oggi, infatti, sono più esigenti: vogliono provare nuovi ingredienti, amano fotografare e postare in tempo reale quello che stanno mangiando e desiderano potersi sentire in un ambiente smart che gli permetta di viversi la tavola come momento di condivisione (sui social però!).

Lo confermano i dati di TheFork e TripAdvisor che registrano una media di 15 milioni di utenti al mese che cercano i ristoranti tramite la piattaforma TheFork, 535 milioni le recensioni su TripAdvisor e il 75% degli utenti consultano opinioni online prima di decidere dove andare.

La digitalizzazione è sempre più forte e sono sempre di più le realtà che si stanno adattando al cambiamento. Un progetto curioso arriva anche dall’America. La New York Public Library sta rendendo virtuali tutte le carte dei ristoranti newyorkesi dal 1840 a oggi. L’affascinante iniziativa vede coinvolti oltre 45 mila menù, e 17 mila di questi sono consultabili gratuitamente sul sito: un vero e proprio patrimonio della storia gastronomica.

E l’Italia? Con la sua incredibile tradizione culinaria dovrebbe davvero attivarsi per un’impresa simile. Nel frattempo però, per aiutare i ristoratori, stanno nascendo nuove soluzioni mirate: un esempio è Sluurpy, startup innovativa bolognese che digitalizza i menù originali di qualsiasi locale del settore food & beverage. Anche i privati si stanno muovendo per aiutare la digitalizzazione, come Just Eat. Il colosso del delivery sta portando i propri ristoranti partner ad accrescere la loro competitività e attrarre clientela attraverso il digitale Per farlo ha introdotto l’Order Pad, un nuovo dispositivo che integra tablet e stampante per un miglior controllo di tutto il processo legato agli ordini takeaway.

 

Instagram Kit e il caso Dirty Bones: quando i like contano più del gusto

Se su Instagram esistono 129 milioni di post con l’hashtag #foodporn è chiaro che il mondo del cibo è oggi sempre più strettamente legato a quello dei social. Per questo i ristoranti si stanno adeguando a questa tendenza: è diventato un caso, infatti, il locale londinese Dirty Bones di Denman Street, a Soho, che fornisce ai propri clienti un vero e proprio Instagram Kit gratuito, direttamente al tavolo.

Ma cosa contiene il “Foodie Instagram Pack”? Una luce a LED, un bastone per i selfie con treppiedi, diverse lenti con grandangolo da agganciare al telefono e un caricatore portatile multifunzione. Lo scopo è aiutare le persone a scattare la foto perfetta e raccogliere più like possibili.

«Le persone che vengono a mangiare al Dirty Bones sono in genere molto attive sui social e su Instagram in particolare e questo ci spinge ad inventare di continuo piatti e cocktail che non siano solo deliziosi, ma anche visivamente attraenti. È un approccio innovativo e divertente per sfruttare uno dei più veloci strumenti di marketing nel settore della ristorazione» – ha spiegato Cokey Sulkin, fondatore e direttore del Dirty Bones.

Un altro caso è quello del ristorante israeliano Carmel Winery che ha creato un concept chiamato Foodography. Tutte le portate del menù vengono servite in stoviglie speciali adatte a scattare foto di qualità professionale attraverso lo smartphone. Un risultato sorprendente che raccoglie circa 400 mila dollari tra la promozione gratuita dovuta alla visibilità sui media di tutto il mondo e un aumento delle vendite del 13%.

Ristorazione 4.0: come i social stanno cambiando scelte di consumo e location

Non bastano lampade a LED e selfie stick per cavalcare davvero la rivoluzione dei ristoranti 4.0. Quello che serve è un radicale cambio di approccio ai millennials, a partire dalla location stessa e dal menù. Secondo il rapporto annuale della Waitrose Food and Drink realizzato in Gran Bretagna, i giovani tra i 18 e i 24 anni hanno una probabilità cinque volte maggiore di condividere foto di cibo, rispetto alle persone con più di 55 anni. Ecco perché ogni aspetto dell’esperienza gastronomica che si offre loro deve essere il più possibile social.

Proprio il Dirty Bones, infatti, non si limita all’Instagram Kit ma ha una presenza costante sul social con oltre 2100 post e 24 mila follower. In più studia i suoi piatti in modo tale modifica il suo menù in base ai trending topic della piattaforma.

I ristoranti stessi sono cambiati. Prediligono spazi luminosi adatti alla fotocamera degli smartphone, murales, scritte al neon, piante tropicali, pavimenti vintage, bagni di design, graffiti slogan e arredi chic pronti per diventare virali. Senza considerare ovviamente l’aspetto più tecnologico, dal wifi libero all’uso dei tablet che rendono l’atmosfera elegante e smart.

E la rete è arrivata ad influire anche sulle abitudini di consumo, la percezione degli alimenti e i luoghi di condivisione del cibo molto più profondamente di quanto si pensi. Provate a pensare alle uova blu lanciate dalla catena di supermercati britannica Sainsbury’s, realizzate proprio perché #eggs è uno degli hashtag più popolari nel mondo dell’Instagram Food. E la potenza di questo strumento è destinata a crescere perché una volta che le foto postate diventano instagram-friendly e virali possono influenzare altri a mangiare come noi. Soprattutto se a farlo sono personalità note in grado di affascinare molti giovani.

Roberta Gavioli

Roberta Gavioli

Giornalista di Innovazione, Travel Blogger, Event Planner. Se è vero che il presente è digitale, il futuro è senza dubbio nelle persone. Amo la carta, ci scrivo, la leggo, la piego in origami, la dipingo e la trasformo in idee. Per me le scelte più importanti della vita si trovano sul fondo di una buona tazza di tè.

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