TrendsElon Musk? Può fare quello che vuole!

Leo Mauriello Leo Mauriello6 mesi ago6 min

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Cybertruck è l’ultimo gioiello di casa Tesla. Un truck futuristico e ispirato alle Bond car degli anni ‘70, presentato come ipertecnologico e indistruttibile. Prezzo di vendita a partire da 36000 euro, disponibile in versione mono, dual e trimotore. Acquistabile con soli 100€ di caparra. 

Dopo solo una settimana dal lancio Musk ha affermato su twitter, che i veicoli ordinati erano già 146mila. Sottolineando che gli ordini sono stati ottenuti senza fare campagne promozionali.

Ok. Vi starete chiedendo… cosa c’è di strano? In fondo è Tesla! Il brand è forte, i prodotti sono ottimi… era scontato. Tutto as usual, nonostante i prezzi di mercato più alti di qualsiasi competitor, le linee di design aggressive e le caratteristiche di gamma estreme.

Vero! I numeri delle vendite sorridono, e anche quelli della finanza. Il progetto non sembra sostenibile agli occhi degli analisti e il titolo in borsa decolla, nonostante alcune dichiarazioni di Musk, che non esita a manifestare la sua insofferenza per le logiche del mercato finanziario, che pare, bloccherebbero la sua creatività. 

Quindi parliamo di un prodotto lanciato nel bel mezzo di una tempesta finanziaria e mediatica. Perché c’è anche quell’epic fail… dei vetri del finestrino in frantumi durante la presentazione ufficiale. Risultato di una prova (il lancio della sfera d’acciaio), che nelle intenzioni doveva dimostrare l’indistruttibilità del Cybertruck.

Ok stiamo parlando di un epic fail, che come poi è stato spiegato qui, nulla ha a che fare con la bontà del prodotto… ma immaginate, se fosse successo a Brand come Apple, Samsung, Toyota, quali sarebbero state le reazioni? Di sicuro una mezza catastrofe con forte ripercussioni sulle vendite. 

E invece l’imbarazzo, i tanti meme nati spontaneamente e perfino l’ironia pungente di Lego, sembrano non aver scalfito la reputation del Brand e del suo Founder.

Perché Elon Musk può fare quello che vuole? Persino sbagliare le presentazioni? 

Beh in parte sì… purché all’errore si accompagni una visione così chiara e contagiosa.

Il brand Tesla e il personal brand Musk (a volte sovrapponibili) hanno da sempre puntato sul marchio di fabbrica dell’inventore. Ovvero colui che è sempre avanti, anticipa le esigenze future con realizzazioni presenti, ma con un prezzo da pagare: l’eventuale errore, sempre dietro l’angolo. Chi anticipa i tempi, inevitabilmente può fare disastri, essere ingenuo, talvolta goffo, ma ciò che conta è che mentre sbaglia, osa! L’inventore si muove in un mondo, dove impaccio e genialità convivono. Non era forse l’identità di Nicola Tesla? Ispiratore del naming e personalità da un lato geniale dall’altro ossessiva? Ispiratore del futuro e noto anche per i fallimenti dei suoi esperimenti?

È la marca bellezza! La marca. E tu non ci puoi far niente! Direbbe Bogart al giorno d’oggi. Un brand forte, credibile può includere nella sua narrazione tutto… anche gli errori di comunicazione, i fallimenti più grossolani. La lezione è che si può sbagliare, si può fallire, ma bisogna farlo con stile.

Leo Mauriello

Leo Mauriello

I'm characterized by a great curiosity, that drives me to achieve important goals and new challenges. I'm a web and digital marketer mainly focused on digital strategy and social advertising with design, programming and digital analyst skills.

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