Trends#TizianaCantone: è tutta colpa del web?

Ilaria Trapuzzano Ilaria Trapuzzano2 anni ago6 min

Advertisement

“Il web uccide”, “Il web fa male”, “È colpa del web”.

Sono solo alcune delle frasi postate in questi giorni sui social dal popolo della rete, dopo la morte della giovane ragazza napoletana protagonista di un video hard, diventato virale.

Sul triste caso di Tiziana, che ha deciso di farla finita piegata forse dalla vergogna o dalla persecuzione che stava vivendo, nel bene e nel male si è espresso chiunque, gente comune, politici, intellettuali, giornalisti, influencers. Così su twitter e facebook con l’hashtag #TizianaCantone, c’è chi si è indignato quando un momento prima la derideva, chi ha pianto la sua scomparsa, chi addirittura ha continuato ad infierire, condannandola con un “Se l’è cercata” .

Poi c’è chi ha indicato lui, il web, come il responsabile di questa tragedia, tirando in ballo un altro caso di cronaca di questi ultimi giorni, quello della 17enne di Rimini il cui video della violenza subita è stato ripreso e diffuso su Whatsapp dalle amiche.

Ma è davvero il web a dover essere incriminato?

Il web siamo noi

ragazza_smartphone

Dopo il dramma a mio avviso, si sta assistendo ad una situazione surreale. Perché chi ora addita il web come entità pensante, autonoma e cosciente, vuole nascondere la realtà dei fatti. Non è stato il web a creare pagine Facebook, memo e video parodia su Tiziana. Non è stato il web a far girare sulle chat il video della violenza sessuale sulla minorenne. Non è stato il web a sbattere alla gogna, mortificare, mettere in atto il #cyberbullismo… Ma gli uomini e le donne che per soddisfare, per dirla alla Saviano, il loro desiderio di voyerismo, hanno diffuso e punito un comportamento disinibito e forse superficiale.

A nessuno è interessato se questo potesse rovinare la vita di una ragazza, il cui diritto di dire basta è stato calpestato nonostante la sentenza di un tribunale.

Perché purtroppo viviamo in un paese dove è colpa delle ragazzine violentate che hanno bevuto troppo, della ragazza superficiale che ha condiviso con gli “amici” un momento intimo. Un Paese dove il macho e ricco Vacchi viene invece osannato dalla rete, perché circondato da belle donne in costume da bagno.

Il problema non è il web, ma di chi sta dietro la tastiera. Il pregiudizio che ancora non ammette errori, che calpesta la libertà delle donne di essere quello che sono senza discriminazioni. Il web è uno strumento di profonda democrazia, ma che non cambia la natura profonda di ognuno di noi.

Possiamo parlare di leggi sul diritto all’oblio, contro il cyberbullismo e la violazione della privacy… Quella di oggi però vuole essere una riflessione sulle nostre responsabilità, di cui ancora non ho sentito parlare. E mi chiedo, ma le leggi basteranno a difenderci da noi stessi?

Ilaria Trapuzzano

Ilaria Trapuzzano

“Il vero viaggio non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi” – M. Proust. Nata e cresciuta nel giornalismo televisivo, convertita al digitale per scelta inseguendo la voglia di sperimentare diverse forme di narrazione. Racconto la realtà attraverso una nuova prospettiva professionale e di vita, cercando ispirazione nelle cose universalmente belle: viaggi, cibo e buon vino.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.