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TrendsPolygram: il social dove le espressioni facciali diventano emoji

Roberta Gavioli Roberta Gavioli1 anno ago7 min

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Saper esprimere le proprie emozioni è un atto che non sanno fare tutti, ma grazie all’avvento degli smartphone e dei social le dinamiche sono un po’ cambiate. Spesso, infatti, protetti dallo schermo, si comunica molto più con i simboli perdendo gran parte delle sfumature legate alle espressioni facciali. Eppure oggi, capita anche di non riuscire a scegliere l’emoticon perfetta per esprimere ciò che si sta provando. Ma là dove non arriva l’uomo forse può arrivarci l’intelligenza artificiale: ecco allora che scende in campo Polygram.

L’app ti legge la faccia e trasforma le foto in emoticon

Polygram è un’applicazione dotata di intelligenza artificiale capace di individuare le reali espressioni dei volti umani e tramutarle in emoji. Ѐ un sistema basato su una rete neurale che per analizzare i visi sfrutta una funzione grafica interno all’iPhone (per ora infatti è disponibile solo per iOS). In questo modo, grazie all’uso della fotocamera frontale, è in grado di percepire la reazione di un utente convertendola in pochi secondi in una “faccina” utile a commentare le foto sul social network.

Puntare sull’uso delle emoji non sembra rivoluzionario dato che colossi come Facebook, Instagram e Twitter ne fanno già largo uso, ma pensare di leggere letteralmente la faccia dell’utente in tempo reale e proporgli in emoticon ciò che prova, rispecchiando le reaction nella parte bassa dello schermo, è un ulteriore passo avanti. Siamo oltre l’interattività e questo punto di forza potrebbe essere il vero cavallo di battaglia di Polygram. Tutto sta a vedere se i competitor di grossa taglia non si muoveranno rapidamente nella stessa direzione o addirittura punteranno a inglobare presto il nuovo arrivato.

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Tutti belli con i filtri programmati dai chirurghi plastici

L’applicazione, impiegando l’intelligenza artificiale, è quindi in grado di riconoscere l’espressione facciale delle persone nei video e nelle foto che vengono postate e di tramutarle in emoticon. Ma non solo, la faccina può cambiare molto velocemente a seconda dei movimenti del viso della persona inquadrata. In questo modo si possono avere più espressioni o addirittura modificarle attraverso dei filtri. Sì, perchè Polygram oltre a trasformare l’immagine in un’emoticon, proprio come il predecessore SnapChat, permette di aggiungere ai contenuti pubblicati dei filtri animati. Pare però che la cura con cui l’applicazione punta a farci sentire belli sia molto più meticolosa di quanto si immagini. Infatti – stando alle parole di Faryar Ghazanfari, uno dei founder del progetto – è stato chiesto l’aiuto di alcuni chirurghi plastici professionisti per disegnare e programmare i filtri animati.

Sempre più in rete ma sempre più nascosti

Polygram però pare essere uno strumento ben più ricco di un semplice social dove giocare a trasformare i selfie in emoji. Propone infatti anche un’accurata analisi delle reaction e dell’andamento generale dei propri utenti rispetto al contenuto pubblicato: si possono controllare le visualizzazioni ai singoli post, il numero di screenshot effettuati, la divisione per genere e per geolocalizzazione. Una risorsa che può sembrare un vezzo per gli appassionati ma che si prospetta un valido alleato degli influencer, per i quali le reazioni del proprio pubblico sono la base su cui strutturare tutta la strategia comunicativa. Eppure, nonostante la voglia di rispondere con un’espressione sempre più autentica a ciò che viene postato, ci sono ancora molti che preferiscono restare dietro le quinte. Ecco perchè piace così tanto la funzione di Polygram chiamata “wipe to reveal”. Si tratta di uno speciale filtro capace di coprire le immagini con una sorta di nebbia che non permette gli altri utenti di vedere la foto sottostante. L’effetto si può rimuovere trascinando il dito come per cancellare ma dura solo per pochi istanti: in questo modo un contenuto chiaramente pubblico mantiene un non so che di privato e nascosto. Un bel modo per non lasciare tracce negli smartphone delle altre persone, che così non potranno scattare uno screenshot perché la foto non sarà mai visibile per intero.

Roberta Gavioli

Roberta Gavioli

Giornalista di Innovazione, Travel Blogger, Event Planner. Se è vero che il presente è digitale, il futuro è senza dubbio nelle persone. Amo la carta, ci scrivo, la leggo, la piego in origami, la dipingo e la trasformo in idee. Per me le scelte più importanti della vita si trovano sul fondo di una buona tazza di tè.

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