DataContent is King: la lezione per il mercato dello streaming

Leo Mauriello Leo Mauriello6 anni ago9 min

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@Netflix, i contenuti originali e la crisi della #streamingeconomy

Netflix aumenta il proprio debito a 1.5 bilioni di dollari per investire in acquisizione contenuti
S&P riclassifica Il rating del debito di Netflix da BB- a  B+

Due dati che potrebbero sembrare a prima lettura una contraddizione in essere, perché un’azienda che aumenta i propri debiti riceve un upgrade del rating? S&P motiva la valutazione in questo modo: “We view Netflix’s business risk profile as ‘fair,’ reflecting the company’s leading position in the increasingly competitive and rapidly evolving online video service and its large subscriber base”.
Fin qui sembrerebbe tutto chiaro, no? Ovvero il debito aggiuntivo è in realtà un investimento per acquisto di contenuti, che porterà ad un miglior posizionamento di mercato e conseguente aumento dei subscriber paganti. Ma continuando a leggere il giudizio di S&P si scorge un’ombra sul modello di business, che è comune a tutta “l’economia dello streaming”: “However, Netflix remains dependent on movie and TV studios for content, and we expect the company to increase its investments in original programming for which success is unpredictable”.
Di fatto, dunque, quello che sembra un ingiustificato premio, per aver contratto un maggior debito in bilancio, è una stroncatura evidente del modello di business. Modello che avrebbe il suo punto debole nella scarsa capacità di produrre nuovi contenuti, e di doversi basare esclusivamente o quasi (Netflix ha anche prodotto e co-prodotto alcune serie TV) su contenuti prodotti da altri, di cui dunque non si controllano le probabilità di successo.

Investire in contenuti originali: un déjà vu vincente

Il caso Netflix ci dice che negli ultimi anni qualcosa nel mercato si è definitivamente palesato! Se infatti analizziamo i bilanci di tutte le company che puntano sulla distribuzione digitale di contenuti, ad oggi iTunes Store (nato nel lontano 2003) resta uno dei pochissimi casi di successo.
Oltre Netflix di cui abbiamo già analizzato la situazione, sono ancora in debito: Spotify con circa 200milioni di $, Deezer che aumenta le proprie perdite di circa 10$ l’anno, e molte altre piattaforme streaming (audio e video) etc.
La ragione per quanto complessa è facilmente spiegabile con dinamiche basilari di mercato:

  1. Da un lato lo streaming service abbatte di netto gli introiti di chi produce contenuti, ovvero Case discografiche e Movie Studios
  2. Chi produce contenuti perde dunque, parti delle fonti di revenue e non riesce più a differenziare gli investimenti
  3. Nello stesso tempo gli streaming services, restano dipendenti dai contenuti di chi indirettamente danneggiano

Infine Discografia e Cinema rinegoziano al rialzo i prezzi della cessione dei diritti di catalogo, rendendo estremamente difficile il raggiungimento del Delta economico, poiché il numero dei subscribers non basta ancora a coprire tutti i costi. Si potrebbe partire con una discussione infinita su come raggiungere l’equilibrio di mercato per tutti gli attori: governance dei diritti editoriali? Politiche diverse degli operatori streaming? Aumentare i costi dell’adv?

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Vedremo! Ma per quanto ovvio, qui ci interessava sottolineare un altro aspetto: i contenuti “originali” ritornano al centro del mercato e come accadeva nell’economia pre-digitale riconsegnano lo scettro a chi ha le capacità e i mezzi per produrli.
Chi produce contenuti infatti ne detiene i diritti di monetizzazione e può decidere se, e come monetizzarli.

Interessante e assolutamente in linea con il trend è l’esperimento di Amazon, che produrrà una web serie da distribuire con Amazon Prime di Woody Allen, ma il cerchio si chiude nel momento in cui persino una Messaging APP effimera come Snapchat ha deciso di differenziarsi attraverso la distribuzione di contenuti di qualità. Content is King, questo aforisma ritorna di tanto in tanto nelle analisi del mercato digitale, e sembra essere una delle poche costanti di un settore in continuo mutamento.

Leo Mauriello

Leo Mauriello

I'm characterized by a great curiosity, that drives me to achieve important goals and new challenges. I'm a web and digital marketer mainly focused on digital strategy and social advertising with design, programming and digital analyst skills.

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