TrendsUSB Type-C ? A chiederla è l’utente

Leo Mauriello Leo Mauriello6 anni ago8 min

Advertisement

#USB Type-C, un nuovo passo avanti verso un’ecosistema crossdevice

Entro il 2020 le revenues generate da tecnologie cloud computing, supereranno i 120.000 Milioni di euro.

Da sempre hardware e software subiscono un processo d’innovazione parallelo, dove l’obiettivo è proporre all’utente devices sempre più potenti, uniti alla possibilità di utilizzarli in modalità sempre più creativa e flessibile. Ma di tanto in tanto capita (ed è già capitato numerose volte nella storia della digital economy), che uno dei due comparti faccia un salto in avanti più deciso e imprevisto!

Non è come sembra, non stiamo definendo la USB type-C una tecnologia rivoluzionaria, tutt’altro… stiamo cercando di dimostrare che lo scenario di una connessione “mono porta” è totalmente in ritardo rispetto alle necessità del consumatore, poiché asseconda solo in parte quanto richiesto dall’uso quotidiano delle tecnologie Cloud!

USB Type- C Cos’è?

cloud - cross devices

La nuova porta USB TYpe-C adotta il nuovo standard USB 3.1 capace di trasferire dati ad una velocità di 10 Gbps. Uno standard che consente non solo di collegare periferiche USB, VGA, HDMI e DisplayPort (con gli opportuni adattatori), ma anche di sfruttare un solo cavo per alimentare tutti i dispositivi. Il nuovo USB Type-C è inoltre retro compatibile con gli standard precedenti e andrà a sostituire gran parte dei connettori attuali, riducendone la quantità (e pertanto i costi di implementazione), la varietà dei cavi necessari e la comodità d’uso da parte dell’utente finale.

L’arroganza della scelta APPLE

Molti hanno giudicato la scelta Apple, di creare un device mono-porta (il nuovo MacBook), “arrogante e dispendiosa per l’utente”. In effetti a prima vista potrebbe sembrarlo, ma si tratta soprattutto di una scelta di continuità per l’eco-sistema di Cupertino, soprattutto nell’era di Apple Watch.
In fondo, Apple non ha già cercato la strada dell’integrazione via cloud dei device sin dai tempi di iPOD? Microsoft con l’acquisto di NOKIA, e Google (che tra l’altro integra la USB Type-C anche su Chromebook Pixel), non stanno anch’essi cercando di chiudere connessioni dei device al mondo fisico a vantaggio di un reticolato iper-connesso di dati via Cloud?
Appare chiaro quindi, che il discorso è un tantino più complesso del “togliamo via le porte, per aumentare la spesa pro capite dei riduttori”, ma s’intreccia con un mercato dove in maniera del tutto inaspettata (rispetto alle previsioni di qualche anno fa) i devices si moltiplicano, e parallelamente il concetto di personal media si raffina grazie ad APP sempre più potenti e devices sempre più piccoli (Smart Watch e Wearable).

Eco sistemi Cloud e personal media

Schermata 2015-03-16 alle 08.49.43

Qual’è dunque la soluzione migliore, dal punto di vista dell’utente? Sicuramente il suo bisogno primario è avere sempre tutti i dati e le informazioni a disposizione e in modalità cross device, indipendentemente dalla piattaforma scelta. Un bisogno che sta mandando definitivamente in pensione i connettori multipli e i supporti fisici, sostituendoli con i più potenti connettori immateriali, che in maniera differenziata e intelligente forniscono attraverso APP com lesse: musica, dati e file proprio quando e dove ci servono. Questo è il futuro a cui tende l’utilizzo della tecnologia, e si è manifestato ben prima dell’avvento di USB Type-C. Nel futuro prossimo non avremo bisogno di supporti e connettori di alcun tipo, poiché l’interconnessione sarà sistemica, e basata su una piattaforma cloud parzialmente gratuita.
L’unica cosa che ci occorrerà sarà probabilmente una fonte intelligente di energia per alimentare più devices contemporaneamente, unito ad un eco-sistema pronto ad assecondare i nostri bisogni di big data e di switching spasmodico tra devices complementari.

Leo Mauriello

Leo Mauriello

I'm characterized by a great curiosity, that drives me to achieve important goals and new challenges. I'm a web and digital marketer mainly focused on digital strategy and social advertising with design, programming and digital analyst skills.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.