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TrendsLondon Garden Bridge: innovazione è anche qualità della vita

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Un cambio di cultura nella metropoli, verso #green e #ortiurbani, il progetto London Garden Bridge270 alberi, 2000 arbusti e 22 mila piante per uno spazio verde che andrà dai 2mila a 61mila metri quadrati.

Se pensiamo alla metropoli europea più nota per la presenza di parchi e spazi verde sicuramente Londra è nei nostri pensieri. Basta ricordare tutti i meravigliosi parchi inglesi da Royal Parks a Green Park, Saint James Park a Regent’s Park e tanti altri dove la bellezza e l’unicità di fiori, animali e piante si unisce al forte senso di cura e manutenzione quotidiana, che solo gli inglesi riescono ad avere. Eppure Londra è anche la capitale europea dell’innovazione, se pensiamo a Shoreditch quartiere digital per eccellenza e a come sono stati in grado di riqualificare un’intera area in pochi anni, beh non possiamo che ammirare e magari copiare lo stesso approccio. Ma Londra non si ferma! Adesso pensa alla realizzazione di un progetto molto ambizioso, una nuova area digital, un nuovo grattacielo? No! La capitale inglese aumenta il verde in città, e punta ad immergere ancora di più i suoi cittadini in un ambiente unico, magico, dove essere in totale armonia con la natura.

London Garden Bridge: pensato in memoria di Lady Diana

Il London Garden Bridge è un’idea poetica, concepita da Joanna Lumley, disegnata e progettata da Thomas Heatherwick e dal Garden Designer Dan Pearson per la parte relativa alla vegetazione. Progetto in origine pensato per la memoria di Lady Diana, ma poi accantonato dato il costo elevato. Adesso è stato approvato e quindi andrà avanti.

ll ponte-giardino attraverserà il Tamigi tra la stazione della metropolitana Temple e il South Bank. Uno spazio verde di 2500 metri quadri dove attirare uccelli, e insetti attraverso un tipo speciale di vegetazione. Più che un ponte si tratterà di un vero e proprio giardino sospeso che accoglierà i passanti, immergendoli in un’atmosfera unica e fiabesca e permetterà ancora una volta ai cittadini londinesi di non perdere il contatto con l’ambiente circostante e di unire la dimensione futuristica e innovativa a quella naturale e onirica.  Ma 175 milioni di sterline hanno diviso il popolo inglese, perchè molti lamentano l’inutilità di un altro spazio verde, il suo costo eccessivo, il fatto che il ponte possa inibire la vista alla cattedrale di Saint Paul e anche la somiglianza troppo evidente del progetto con l’High Line di New York.

Ma come evidenzia il The Guardian:

“Long before its construction, the Eiffel Tower provoked outrage, as did the London Eye. Both of these additions to cityscapes are today not just accepted, but admired and enjoyed. And centuries ago, when the new post-fire St Paul’s was built by Sir Christopher Wren, it was greeted with shrieks of horror.”

L’innovazione è green, da Londra a Milano con Expo 2015

L’innovazione è proprio questa, anticipare gusti e tendenze, andare anche contro il volere della massa, superare lo scoglio dei costi eccessivi se l’obiettivo è donare uno spazio e un’opera d’arte unica. Come nella classe londinese è iniziato tutto con un Concorso promosso da TFL, la tube londinese, l’obiettivo era quello di migliorare l’accesso dei pedoni e collegare due zone poco connesse come South Bank e Temple. Nonostante i già 20 ponti di Londra che facilitano il passaggio dei pedoni, la città inglese decide di investire ancora in tal senso con una cifra che potrebbe sembrare spropositata, ma che in realtà nasconde un obiettivo molto più alto.

Dalle parole del Sindaco Boris Johnson è evidente:

“The garden bridge will provide a fantastic new landmark for London whilst supporting regeneration and economic growth on both sides of the Thames,”. “It will create a stunning oasis of tranquillity in the heart of our city and boost our plans to encourage walking in the city.”

Possibile che una metropoli innovativa possa dare spazio in egual modo all’industria e alla tecnologia e allo stesso tempo migliorare la qualità della vita delle persone? Forse gli inglesi sono perfettamente consapevoli di quanto creare oasi di verde, che regalino evasione, possa facilitare e migliorare la qualità della vita e le conseguenti capacità produttive. Anche l’Italia si scopre a vocazione green, i dati del report Ambiente in Europa 2014 ne sono una conferma. Basti pensare al trend degli orti urbani che stanno nascendo in varie città e sicuramente il primato in questo va a Milano e al suo Expo 2015. Ma nel caso del Green London Bridge facciamo un passo oltre, esattemente continuando il percorso che in Italia è solo agli inizi. Aumentare la consapevolezza dell’ambiente, implica anche una sensibilità maggiore nella progettazione di spazi innovativi, e una forte consapevolezza delle relative ripercussioni anche sulla resa economica. Chissà se magari un giorno il ponte sullo Stretto di Messina avrà le stesse caratteristiche del Green London Bridge? Di sicuro non occorrono solo capitali e risorse, ma qui entra in gioco una nuova e rivoluzionaria concezione della vita e del processo innovativo.

Michela Di Nuzzo

Michela Di Nuzzo

« Se scrivo ciò che sento è perché così facendo abbasso la febbre di sentire». - Fernando Pessoa Giornalista e co-founder, vivo il digital come imprenditrice e appassionata. Percepisco il cambiamento come un'opportunitá mai una minaccia. Occhi spalancati e orecchie aperte, sempre pronta alla condivisione, la chiave di ogni evoluzione.

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