DataIl mondo tech risponde alla decisione della Corte Americana: strategia o lotta per i diritti?

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Il mondo tech sostiene la battaglia per i diritti: Facebook, Google e Uber… 26 milioni di utenti Facebook hanno cambiato l’immagine profilo, con oltre mezzo miliardo di like e commenti

Dopo la manifestazione di Roma per il familiday Milano, la città dell’Expo si colora di arcobaleno con il Gay Pride, che ha visto la partecipazione di almeno 50000 manifestanti. Sicuramente la decisione della Corte Suprema Americana ha dato un volto nuovo alla manifestazione con la decisione relativa al diritto delle coppie dello stesso sesso a sposarsi in tutti gli Stati Uniti d’America. I 14 Stati Usa dovranno adeguarsi ad un decisione democratica e collettiva, anche se le prime opposizioni si fanno sentire, come il Texas che dichiara la possibilità di opporsi ai matrimony gay per motivi religiosi. Ma andiamo oltre, analizzando le modalità di comunicazione della Casa Bianca che ha postato sul proprio profilo subito dopo la notizia un video time lapse con lo status: “America should be very proud. #LoveWins”.

“When all Americans are treated as equal we are all more free.” —President Obama #LoveWins

Un video pubblicato da The White House (@whitehouse) in data:

Il mondo tech sostiene il Gay Pride: da Facebook a Google

In seguito a questo evento storico Facebook ha dato il via alla sua azione a favore dei diritti e della libertà di espressione con il progetto “Sostieni i diritti LGBT, con il filtro per colorare la tua foto profilo”. Come si evince dalle parole di Zuckeberg:

“June is LGBT Pride Month — a moment to celebrate diversity and show our pride in the contributions of lesbian, gay, bisexual and transgender people to communities all over the world. Facebook is a proud supporter of Pride, and employees in many countries are taking part in events and decorating our offices to show support.

Tante celebrities hanno dichiarato pubblicamente il loro sostegno tra cui Elizabeth BanksLeonardo DiCaprioAndy CohenAnne Hathaway e E.L. JamesArnold Schwarzenegger si è ritrovato in una vera e propria controversia con un fan, che l’ha minacciato di non continuare a seguirlo e la risposta dell’attore è stata chiara “Hasta la vista.

Ma oltre le celebrities e il gran trambusto, i numeri della campagna Facebook parlano chiaro: 26 milioni di utenti hanno cambiato la propria immagine profilo e le loro attività e gusti a questo punto sono state tracciate. Nonostante Facebook abbia rassicurato sull’obiettivo della campagna che era a loro dire solo una manifestazione corale e condivisa sui social per la lotta a favore dei diritti della comunità LGBT. Ma la controversia è iniziata quando lo chief marketing officer di una global mobile company Glipsia, Nicole DeMeo, ha affermato che il rainbow filtro in realtà è una strategia utilizzata da Facebook per raccogliere dati e profilare sempre di più le preferenze degli utenti

“If a person uses the rainbow filter, we can assume that they’re in support of LGBT rights; in theory, a network could then send offers such as LGBT related events, content and media to that user,” “For someone in support of pride and the landmark Supreme Court decision, this is another data point or gateway to help serve more targeted offers.

“This both serves the network well and it serves the user, so that brands and organisations can find their audiences and it’s better for the user by cutting out the clutter of intrusive, irrelevant ads.”

Google, Uber e Snapchat per i diritti gay

Sicuramente questo aspetto è importante e ci dice molto in merito alle politiche adottate da Facebook, ma spostiamo la nostra attenzione anche su altre iniziative del settore digital da parte di grandi aziende come Google, Uber e Snapchat.

Dopo la decisione della Corte Suprema se provavi ad effettuare una ricerca su Google di termini come gay marriage, same sex marriage il risultato era quello di una pagina con i colori dell’arcobaleno. E ancora Uber dava la possibilità di visualizzare una mappa real time con i taxi con bandiera colorata a bordo o anche Snapchat che aggiungendo un’icona rainbow con due linee bianche alla schermata video, ha evidenziato l’eguaglianza del matrimonio.

Ma di sicuro tutto questo clamore ha creato anche molte reazioni contrarie come nel caso del fan di Schwarzenegger, ma anche tantissime amicizie ho visto sfaldarsi su Facebook causa le posizioni contrastanti. In paesi come la Russia la reazione è stata dura, offrendo la possibilità di inserire dei filtri per modificare la propria foto con i colori della bandiera nazionale grazie ad un’app che ha ricevuto 4,000 download.

Ma non tutti i Russi sono d’accordo come non tutti gli italiani sono d’accordo nè con le controversie generate su Facebook o Twitter nè con la manifestazione del family day dove ognuno si è sentito libero di manifestare contro qualcuno piuttosto che a favore dei diritti.

Al di là delle singole supposizioni e dell’analisi secondo cui aziende come Facebook e Google stiano solo sfruttando l’ondata per profilare e dividere il pubblico a seconda delle proprie preferenze e i propri gusti. A questo punto mi viene da dire e allora? Qual’è la novità nel cavalcare l’ondata per esprimere i propri valori e per profilare gli utenti? Tutta la pubblicità e il marketing da sempre agiscono in questo modo. Da sempre ogni nostro atto, gesto, acquisto viene tracciato, personalizzato e studiato in modo da proporci esattamente cosa desideriamo. Io direi che la profilazione degli utenti non comporta solo la ormai mancanza e assenza della nostra privacy, ma anche la facilità di visualizzare e nel caso acquistare ciò che è più vicino alla nostra sensibilità. La lettura di questo trend può avere aspetti positivi o negativi, sta a noi e alla nostra interpretazione.

Michela Di Nuzzo

Michela Di Nuzzo

« Se scrivo ciò che sento è perché così facendo abbasso la febbre di sentire». - Fernando Pessoa Giornalista e co-founder, vivo il digital come imprenditrice e appassionata. Percepisco il cambiamento come un'opportunitá mai una minaccia. Occhi spalancati e orecchie aperte, sempre pronta alla condivisione, la chiave di ogni evoluzione.

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