TrendsBoicottare la wiki-culture? Macché, investiamo!

dotmug6 anni ago6 min

Advertisement

Il 15 gennaio Wikipedia ha compiuto quindici anni. Sembreranno pochi, ma tre lustri per un dominio così rappresentano un record. E non sono neanche l’unico… 250 lingue diverse, 38 milioni di articoli e settimo posto nel ranking delle pagine più visitate al mondo. E tutto senza pubblicità, con crowdfunding e tanti volontari. Ma Wikipedia ha due volti.

Lato A: Wikipedia nel regno dei cieli

L’impero della conoscenza aperta non ha bisogno di presentazioni. Quindici anni di democratica diffusione delle informazioni, pubblicazione di articoli liberi nel vero senso della parola, non interessati, rivolti a chiunque e accessibili a chiunque. Free access, free content, open source sono le parole chiave.

Jimmy Wales, uno dei due fondatori insieme a Larry Sanger, ha affermato: “Imagine a world in which every single person on the planet is given free access to the sum of all human knowledge. That’s what we’re doing.”

Il sogno di Diderot e D’Alambert si è realizzato: un’enciclopedia in continuo divenire, che si trasforma e cambia insieme ai contenuti, disponibile in qualsiasi momento. Il suo potere è un’arma della democrazia, lo strumento dell’informazione per eccellenza, la realizzazione del principio secondo il quale le nozioni sarebbero un bene pubblico, non il privilegio di una manciata di individui.

Lato B: vandalismo delle voci

Ma le informazioni sono sempre corrette? E quest’idea di fantomatica purezza che ispirerebbe gli autori delle voci è credibile? No, bisogna dirlo francamente. Gli interessi si insinuano sempre, anche fra le pieghe delle migliori intenzioni. Imparzialità e verità non sono altro che chimere.

Infatti ci sono stati casi di editor pagati da politici e personaggi pubblici per edulcorare la realtà. Non solo. Il vandalismo delle voci è un problema serio. Contenuti sabotati con nozioni fasulle, spam, pubblicità, oscenità; o rimozioni delle informazioni. Lavorano da anni sulla qualità dei contenuti, imponendo delle restrizioni alla pubblicazione. Ma queste hanno ridotto il numero dei contributor. Poche persone che controllano notizie lette e assimilate da milioni di altre. Un po’ pericoloso, no?

Inoltre la Wikimedia Foundation è composta per lo più da uomini e la maggior parte degli edit provengono solo da cinque Paesi (Regno Unito, Stati Uniti, Francia, Germania e Italia). Wikipedia è un omaccione bianco e occidentale? Alla faccia del neutral point-of-view.

Flick on food: la nostra risposta wiki

Troppi dubbi? Boicottiamola. No, non scherziamo. Wikipedia è uno strumento potente al servizio di tutti e di proprietà di nessuno. Siamo noi a comporlo e a costruirlo. È il nostro specchio. Se sembra fuori forma, vuol dire che a essere fuori forma siamo noi. È la creatura di due sognatori che viene allevata dal mondo intero. Non comprendere le incredibili potenzialità della conoscenza libera sarebbe un errore che potrebbe farci tornare indietro di secoli. È la nostra libertà a essere in gioco, dobbiamo contribuire tutti. O almeno, noi di Dotfarm la pensiamo così. Per questo abbiamo deciso di puntare tutto su Flick on food, una wiki food incentrata sugli ingredienti. A nostro avviso il futuro della conoscenza è già iniziato ed è senz’altro crowd-based.

dotmug

"C’è una sola cosa orribile al mondo, un solo peccato imperdonabile: la noia". Oscar Wilde. Dalla redazione di Dotmug non ci annoiamo di certo. Sempre alla ricerca di notizie, condiviamo, twittiamo, instagrammiamo in costante connessione con il mondo digital.

One comment

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.