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DataInstagram: 60 sec. per controllare il mercato ADV

Leo Mauriello Leo Mauriello3 anni ago8 min

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La lunghezza dei video su Instagram passa da 15 a 60 secondi. Direte… ok! Interessante! Forse utile e meno limitante… Ma dov’è la grande notizia? Come spesso accade nel mondo social il senso di alcune scelte non sta negli annunci ufficiali. Incrementare la durata dei video rappresenta non solo uno stimolo alla creatività, ma anche una scelta di business. In gioco c’è il controllo del ricchissimo mercato video&social adv.

Ciò che cambia infatti, non è soltanto la durata dei video realizzati dall’utente, ma anche dei video ads.
Con l’obiettivo di rendere la pubblicità più coinvolgente immersiva e integrata nello stream, così come la Tv tradizionale non è mai riuscita prima. Un attacco diretto non solo ai budget adv delle piattaforme competitor, ma anche dei media tradizionali. Ecco perché…

I Video di 60 sec “It’s About Keeping users in the Feed”

Perché puntare sui 60 secondi? Una risposta interessante la fornisce Sephi Saphira CEO di MassiveImpact, società leader mondiale nel campo del performance marketing: “It’s about keeping users in the feed… Unlike YouTube where users jump from video to video, Instagram wants users to finish videos.” Insomma il feed di instagram si presta ad una fruizione totale dei contenuti e non orientata allo “skipping”. Sempre Saphira spiega che secondo l’analisi delle metriche, l’intervallo medio del tempo che passa tra l’inizio della fruizione di un video e la prima interazione è proprio di 60 secondi. Si tratta dunque del timing perfetto, per incrementare il tempo di permanenza degli utenti nel feed ed evitare la chiusura prematura dell’app.
Una consapevolezza che nasce dall’esperienza e dall’expertise di Facebook, proprietaria di Instagram, che a Novembre 2015 ha totalizzato il valore record di 8 bilioni di views al giorno.. Infatti uno dei prossimi obiettivi è la realizzazione di un’app esclusivamente dedicata alla fruizione dei video. 60 secondi rappresenta inoltre la lunghezza giusta per aprirsi alla creatività di musicisti e performer, che ora hanno più possibilità di raccontarsi e usare Instagram come nuovo ed efficace metodo di personal branding.
Il management di Instagram dichiara che nel 2015, l’incremento spontaneo di contenuti video è stato del 40%… forte di questi dati è deciso a posizionarsi sul mercato in quel vuoto che ha lasciato You Tube. Un declino che non riguarda soltanto le preferenze di vlogger e youtuber, ma anche di inserzionisti e brand.

Video Creators on Instagram from Instagram on Vimeo.

Instagram e Snapchat: come i social cannibalizzano la TV

E adesso passiamo al business… Il passaggio da 15 a 60 secondi tecnicamente non è così banale: aumento di banda dedicata, risorse server… dunque costi maggiori… Ma allora qual è il vantaggio?60 sec. è il timing chiave della pubblicità televisiva… e ogni brand che vuole promuoversi in Tv è dotato di almeno uno spot di 60sec.
Ma allora Instagram imita la Tv? In realtà la scelta più che per imitazione avviene per permettere a brand e inserzionisti di limitare gli sforzi produttivi e riutilizzare i contenuti video adv in ottica multipiattaforma (Tv e social), diminuendo sensibilmente il budget pubblicitario allocato per Tv e circuiti video tradizionali a vantaggio di quello social.

Facciamo un piccolo passo indietro. Instagram è il social che più di tutti punta sulla branding awareness. La mancanza di link diretti da post e foto, e dunque l’impossibilità di conversioni immediate, lo ha reso sin dall’inizio molto simile alla logica della promozione TV. Essenzialmente è branding puro, un engagement visivo, un’interazione più subliminale che diretta… e forse per questo così efficace. Caratteristica che sicuramente è stata considerata quando si è introdotta la piattaforma adv.

Ma se da un lato si agevolano i brand, dall’altro (come stanno cercando di fare Facebook e Snapchat), gli ads diventano più coinvolgenti e fruibili in una modalità del tutto inedita e armonizzata nello stream. La scelta dei 60 secondi dunque rientra in una logica di “più engagement” con l’auspicio di un rapporto: più dinamico con user e influencer; più remunerativo con brand e inserzionisti.

Leo Mauriello

Leo Mauriello

I'm characterized by a great curiosity, that drives me to achieve important goals and new challenges. I'm a web and digital marketer mainly focused on digital strategy and social advertising with design, programming and digital analyst skills.

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