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DataCome funzionano i nuovi servizi di bike sharing a Milano: Ofo e Mobike

dotmug dotmug9 mesi ago9 min

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C’era una volta BikeMi, la flotta di quasi 5 mila bici targate Comune di Milano, che ha avuto il monopolio assoluto per un po’ di tempo, ma che adesso deve scontrarsi con un nuovo servizio. Quello di bike sharing in free floating. Cosa vuol dire? Puoi noleggiare la tua bici e poi lasciarla ovunque, senza necessariamente lasciarla nella postazione. Proprio quello che stanno facendo le due startup fondate entrambe a Pechino, parliamo di Ofo e Mobike, che hanno distribuito a Milano rispettivamente 8 mila e 4 mila biciclette.

Prendi la bici in strada e lasciala dove vuoi

Le bici di Mobike si notano per il design minimal,  provviste di un gps, di una tessera sim, di un lucchetto intelligente, che permette di bloccarla e sbloccarla tramite app. Sì, perché si tratta di un sistema totalmente automatizzato, il cui funzionamento è basato su un’applicazione gratuitamente scaricabile sul proprio smartphone. L’app permette all’utente di visualizzare le biciclette disponibili nelle vicinanze, di prenotarle, di sbloccarle a inizio servizio e bloccarle al termine. E pagarle, ovviamente. Per Mobike la tariffa per i primi 30 minuti è di 30 centesimi, che aumentano a 50 dalla mezzora successiva. Simile è il tariffario di Ofo, si parte da 20 centesimi per la prima mezz’ora e si sale a 30 centesimi per la seconda, fino ai 5 euro dell’abbonamento giornaliero.

Quali sono le differenze tra Ofo e Mobike

Se i costi di entrambi i servizi sono simili, per Ofo cambia la modalità di utilizzo: per prelevare una bici gialla è infatti sufficiente inquadrare il codice Qr sul telaio o, se questa non dovesse funzionare, si può inserire il numero della bicicletta, stampato sul manubrio, generando così un codice di sblocco da digitare sul tastierino posto sotto il sellino.
 Le biciclette targate Mobike sono invece monomarcia, il che, per lunghi tratti dà al ciclista la sensazione di pedalare a vuoto; mentre quelle gialle di Ofo sono dotate di un cambio a tre rapporti. Ofo consente lo sconfinamento fuori dal Comune di Milano, ma solo in via transitoria, cioè le biciclette devono poi essere sempre riportate entro l’area comunale. Mobike, invece, si prefigge come area operativa la zona entro la tangenziale, e sta già trattando con i comuni dell’hinterland e gli atenei milanesi per un possibile ampliamento del servizio. Qual è l’altro lato della medaglia? Il vandalismo. Sono recentemente circolate sui Social le foto delle biciclette Mobike gettate nel Naviglio. Non è però l’unico caso di vandalismo: la casistica include bici smontate e tentativi di furto. Un esempio su tutti: una ventina di biciclette gialle Ofo, grazie alla geolocalizzazione, sono state recuperate dal commissariato di Quarto Oggiaro in abitazioni private. Insomma, l’altro lato della medaglia del bike sharing è l’inciviltà di alcuni utenti, come quella di chi parcheggia nei cortili privati: la bici risulta disponibile all’account che ne cerca una nelle vicinanze, tuttavia non può essere prelevata.
“Tramite il sistema identifichiamo i mezzi fermi nelle proprietà private e togliamo crediti agli utenti responsabili del posteggio, anche senza ricevere segnalazioni”, ha detto Alessandro Felici, responsabile del servizio Mobike. Al di sotto degli 80 crediti, aumentano le tariffe e dopo due trasgressioni, l’account viene cancellato. “Vandali? Numeri irrisori”, hanno commentato invece Antonio Rapisarda e Marco Menichetti, i vertici di Ofo che però non hanno ancora definito bene le penalità che si prevede siano simili a quelle del concorrente.

Non solo bike sharing, anche Mimoto

Il moto sharing è una strada già tentata a Milano da Enjoy, che però ha rinunciato all’esperimento. Torna lo scooter sharing a Milano, e questa volta l’idea è tutta italiana. I tre fondatori sono infatti italiani. E italiani sono anche i 100 motorini gialli, targati Askoll, che vengono progettati e prodotti in Veneto, dall’azienda specializzata in mezzi elettrici. L’area in cui sono approdati copre il centro cittadino e si estende alle zone frequentate da universitari. All’interno di questa superficie, gli scooter possono essere prelevati e lasciati liberamente. Per accedere al servizio, come da prassi, è necessario scaricare la app, ma anche avere 18 anni ed essere in possesso di patentino o patente B. Si paga un prezzo di iscrizione di poco inferiore ai 10 euro, già comprensivi di 60 minuti di utilizzo dello scooter,

Come il bike sharing ti salva la vita

Il bike sharing fornisce una serie di vantaggi innegabili, soprattutto a chi percorre brevi tragitti. Il free floating permette infatti di parcheggiare la bici ovunque — quindi niente rastrelliere, ladri di biciclette, condomini che non vogliono vederle in cortile. Il tutto al costo contenuto di un abbonamento o a tariffe vantaggiose. Non solo. Le bici pubbliche sono massicce e pesanti, hanno freni a tamburo e colori brillanti. Queste sono caratteristiche vitali, lo conferma una ricerca americana del Mineta Transportation Center: non ci sono finora stati incidenti mortali per ciclisti che usufruiscono del bike-sharing — e il segreto sta tutto nel loro design.

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"C’è una sola cosa orribile al mondo, un solo peccato imperdonabile: la noia". Oscar Wilde. Dalla redazione di Dotmug non ci annoiamo di certo. Sempre alla ricerca di notizie, condiviamo, twittiamo, instagrammiamo in costante connessione con il mondo digital.

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