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VR & ARLa realtà virtuale può aiutarci a diventare esseri umani migliori

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The most sophisticated use of technology—but also the most intrusive— involves changing people’s social and emotional behaviors in real time (Accenture Research)

Quando si parla di evoluzione tecnologica, spesso si commette l’errore, di associare il cambiamento al superamento dell’individuo. Come se la trasformazione tecnologica, necessariamente, dovesse rappresentare una minaccia per l’uomo. Al contrario studi recenti e soprattutto case histories importanti dimostrano come l’individuo possa trovare nella tecnologia un’ottima alleata. Ecco il punto di svolta. Non possiamo più avere timore della trasformazione tecnologica, al contrario dobbiamo stimolarla, perché questa rappresenta per noi un’opportunità di crescita individuale (contro il processo di massificazione) e di trasformazione digitale per la nostra azienda. Le tecnologie immersive, VR, AR e mixed reality, incentivano lo sviluppo di una EMOTIONAL INTELLIGENCE (social skill, empathy, self-awareness), valorizzando le caratteristiche di ogni singola risorsa, oltre che agevolando un apprendimento emotivo. Calarsi nella situazione, mettersi nei panni degli altri, aiuta a sviluppare un sentimento di condivisione proprio grazie alla realtà virtuale, alla cosiddetta macchina dell’empatia.

Dal pensiero laterale all’Immersive learning

È necessario non solo guardare al futuro ma anche lasciarsi ispirare da quelle teorie, che hanno avuto il merito di rivoluzionare il nostro pensiero. Nel 1960 Edgar Dale teorizzò il principio secondo cui le persone apprendono e memorizzano di più attraverso le esperienze, il cosiddetto Learning by doing. Questa action o experiental learning oggi si evolve grazie al concetto di “Immersive learning”, ovvero non solo esperienza ma anche immersione. Il  coinvolgimento diretto nei processi interni, la possibilità di visualizzare i percorsi produttivi, la condivisione dei valori aziendali, sprona le risorse a un “sentimento di appartenenza”. Oltre a garantire la totale sicurezza, attraverso un apprendimento prova ed errore. Quando puoi testare senza timore, ti senti anche sereno nel valutare soluzioni alternative, e quindi ampio spazio alla creatività.

Questo ci riporta al concetto di pensiero laterale, termine coniato dallo psicologo maltese Edward De Bono, ovvero una modalità di risoluzione di problemi logici (problem solving) che prevede un approccio particolare, come l’osservazione del problema da diverse angolazioni, contrapposta alla tradizionale modalità che prevede concentrazione su una soluzione diretta al problema.

Come possiamo affermare che la tecnologia immersiva incentivi il processo creativo? Di sicuro apprendere attraverso una modalità totalmente coinvolgente offre la possibilità di visualizzare concetti che, altrimenti ci apparirebbero astratti, sperimentare diverse soluzioni al problema senza il timore di conseguenze dirette (rischi, sicurezza, investimenti).

La nostra soluzione: il processo di “Immersive Onboarding”

Una ricerca Deloitte dimostra come i budget nel settore HR cresceranno del 25% nel prossimo anno per investimenti nella digital transformation, il mondo HR sta rivoluzionando tutti i suoi singoli settori: payroll, benefits, performance management, learning and development, rewards and recognition, e hiring.

Oltre al dato di fatto che già nel 2017 le risorse che sono state formate attraverso tecnologie immersive è in crescita. Il 38% degli impiegati si aspetta di ricevere formazione in VR, mentre l’82% di millennial workers predilige un’azienda che utilizza tecnologie Vr e AR. Per non parlare della memory retention, che si duplica nel momento in cui si vive un’esperienza in realtà virtuale. L’analisi del mercato ci offre una certezza: l’innovazione è un percorso che deve avvenire prima all’interno delle aziende, quindi nei processi aziendali, formativi, e poi verso l’esterno. E di sicuro l’Onboarding è una fase centrale, non solo per la formazione delle nuove risorse, ma anche per il posizionamento dell’azienda. Siamo anche consapevoli delle difficoltà esistenti nell’attivare un processo di digitalizzazione, che a volte spaventa anche per il suo essere così sovversivo e impattante. Proprio per questo il nostro processo di ONBOARDING è un percorso modulare, che offre la possibilità alle aziende di digitalizzare i singoli reparti attraverso attività micro, che poi sommandosi andranno a rivoluzionare l’intero assetto aziendale. Un modo concreto per evitare timori e motivare le persone al cambiamento.

Perché la Gamification nel mondo HR

All’interno del nostro processo di Onboarding assume un ruolo centrale la dinamica gamification. Ovvero, in ogni attività o percorso formativo, l’obiettivo centrale è attivare uno spirito creativo e competitivo, al fine di ottenere buoni risultati. Come dimostrano i trend del mercato, con le tecniche di gamification la percentuale di engagement cresce del 48% mentre il 90% dei dipendenti diventa più produttivo. Il nostro VR ONBOARDING GAME parte da questi assunti, in particolare stimola i percorsi di apprendimento, rendendo la formazione divertente e ingaggiante. Attraverso rewards, point and score, badges, la risorsa si sente stimolata a completare il percorso, e allo stesso tempo recepisce in maniera più performante e diretta i valori aziendali. Inoltre il percorso è interamente monitorato, grazie ad una Dashboard con dati della risorsa, anagrafica, global score, badges, timing per choice, etc. Il nostro è un processo evolutivo di digital transformation che offre una grande opportunità al mondo HR: contribuire alla digitalizzazione aziendale, coinvolgendo le risorse, facendole sentire parte attiva del cambiamento. Proprio nella valorizzare ogni singola risorsa, nell’ascolto e personalizzazione dei percorsi formativi attraverso la tecnologia, si realizza una umanizzazione tecnologica. Un’evoluzione che coinvolge attivamente le aziende, contribuisce al loro posizionamento sul mercato, le rende appetibili agli occhi dei millennials e soprattutto ne agevola lo sviluppo attraverso dinamiche smart e performanti.

Michela Di Nuzzo

Michela Di Nuzzo

« Se scrivo ciò che sento è perché così facendo abbasso la febbre di sentire». - Fernando Pessoa Giornalista e co-founder, vivo il digital come imprenditrice e appassionata. Percepisco il cambiamento come un'opportunitá mai una minaccia. Occhi spalancati e orecchie aperte, sempre pronta alla condivisione, la chiave di ogni evoluzione.

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