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IntervisteIl futuro di BlaBlaCar: più servizi e esperienze per la community del viaggio…

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“Siamo in un mondo dinamico, real time, last minute: non c’è più necessità di programmare le proprie attività con largo anticipo”.
Andrea Saviane

Quando parliamo di innovazione nel mercato attuale non possiamo non considerare l’ondata di cambiamento in atto, che sta stravolgendo ruoli e attori in gioco. Non più solo leader e competitor, ma un’offerta integrata e collaborativa che punta all’engagement di un utente dinamico e incostante. Un mercato destrutturato fatto di servizi e tempi di fruizione real-time. In questo contesto aziende come Uber e BlaBlaCar si stanno concentrando sull’offerta di servizi aggiuntivi, in modo da regalare un’esperienza totale e coinvolgente. Proprio perché ci interessa approfondire queste tematiche abbiamo incontrato Andrea Saviane, trevigiano, 33 anni, Country Manager Italia di BlaBlaCar, azienda nella quale era entrato l’anno prima come Marketing Manager.

Quando parliamo di BlaBlaCar, raccontiamo la storia di un’azienda che ha saputo affermarsi lentamente. Presente sul mercato da più di dieci anni oggi conta 40 milioni di utenti in 22 Paesi. Confermati questi dati?

Confermatissimi. Un altro dato importante riguarda il numero di viaggiatori che usano il servizio ogni trimestre e che si aggira intorno ai 12 milioni. Siamo in forte crescita anche nei paesi in cui siamo attivi da molti anni, come la Francia, che ha visto nascere il primo sito di BlaBlaCar nel 2006: sembra che ancora non abbiamo saturato il nostro mercato di riferimento.

Considerando il cambiamento del mercato e dell’offerta, oggi qual è il vostro modello di business?

il futuro di Blablacar | Dotmug

Il nostro core è “community di carpooling su lunghe distanze”, e il focus rimane concentrato su questo. Le persone che viaggiano in auto su tragitti interurbani in Europa Occidentale, e in tutto il mondo, rappresentano la stragrande maggioranza dei viaggiatori: circa il 76%. Ma se guardiamo al mondo come sarà tra dieci o quindici anni, probabilmente ci saranno altre rivoluzioni. Si va sempre più nella direzione di accedere a un’auto che non è di proprietà: proprio in questo contesto abbiamo lanciato da poco un progetto pilota in Francia. In collaborazione con ALD Automotive e Opel, gli utenti più attivi di BlaBlaCar possono noleggiare un’auto con degli sconti speciali. Soluzione che permette di andare incontro alle richieste di un nuovo consumatore, che non vuole e non può organizzare il suo viaggio con mesi di anticipo. Noi lavoriamo per rispondere alle sue esigenze in una logica di libertà e di distanza dall’acquisto. Stiamo puntando ai servizi aggiuntivi perché la nostra community è fatta di persone che hanno più o meno gli stessi interessi e quindi vogliono potenzialmente condividere altre esperienze. Il nostro desiderio è quello di anticipare le tendenze, non solo per monetizzare, ma soprattutto per rendere il nostro prodotto completo.

Oltre ai servizi aggiuntivi puntate anche sempre più a offerte vertical che soddisfino i diversi target. Penso alla sezione “Viaggio rosa”…

Il nostro sito e la nostra app sono uniformi in tutti i Paesi e, ovunque, vengono utilizzati in modo simile dai viaggiatori di diverso sesso e età. L’opzione “viaggio rosa” era presente nel sito italiano postoinauto.it, acquisito da BlaBlaCar nel 2012 al momento del suo lancio in Italia, ed è stata ritenuta tanto interessante da essere inserita in tutti i Paesi in cui operiamo: permette alle automobiliste di condividere le loro offerte di passaggio solo con altre donne. Ogni mese, sono oltre 1 milione le viaggiatrici che si spostano con BlaBlaCar in Europa: molte si avvicinano al carpooling proprio grazie all’opzione “viaggio rosa” ma, terminata la prima esperienza di viaggio, oltre il 99% di loro non la imposta più e accetta a bordo tutti, indistintamente, dimostrando fiducia nella community. Facciamo continuo brainstorming per rispondere alle esigenze dei nostri utenti: ad esempio ci siamo resi conto che molti avrebbero bisogno di usare BlaBlaCar anche per coprire distanze più brevi e stiamo valutando l’evoluzione del nostro prodotto in questa direzione. È importante per noi valutare sempre come espandere il mercato di riferimento.

Quindi non solo viaggi di lunga percorrenza ma anche tragitti brevi, ad esempio quelli dei pendolari..

La piattaforma che abbiamo adesso funziona molto bene per viaggi programmati, condivisi dai conducenti e prenotati dai passeggeri qualche giorno prima della partenza, e non funziona allo stesso modo per prenotazioni real time, per le quali servirebbe qualche adattamento tecnologico. Pensiamo ad aree che attirano ogni giorno molti pendolari come Milano e Roma, ma anche a tante altre aree più piccole in cui il trasporto pubblico non è comodo o efficiente: lì, con il carpooling, si potrebbero ottimizzare le risorse e ridurre lo spreco.

A proposito di riduzione sprechi, quanto sono importanti per voi i temi etici?

Importantissimi. C’è forte attenzione da parte nostra nell’individuare sempre soluzioni adatte a ridurre l’impatto ambientale degli spostamenti in auto. Il grande problema dell’emissione di CO2 continua a farsi sentire nonostante la produzione di nuovi veicoli meno inquinanti. C’è bisogno di fare qualcosa di concreto e se anziché muovere quattro macchine con una sola persona a bordo ne muoviamo una sola con il conducente e tre passeggeri, per noi è un buon inizio. Il carpooling può essere un’ottima soluzione per ridurre l’impatto ambientale.

Impossibile non chiederti della sharing economy.. Secondo te, in Italia adesso a che punto siamo?

BlaBlaCar consente di ottimizzare risorse che altrimenti verrebbero sprecate (i posti vuoti su veicoli che sarebbero comunque in circolazione): si tratta di un vero caso di sharing economy, secondo quanto sostenuto dal New York Times, che un paio di anni fa ha descritto la piattaforma come «un modello in cui le persone partecipano non per avere un profitto ma per risparmiare». Ma sharing economy era un termine di qualche anno fa e come ogni termine che rappresenta un fenomeno poi con gli anni assume altre forme. Oggi parliamo di un mercato fatto di app e piattaforme che non sono propriamente sharing economy, così come la intendiamo noi, piuttosto si tratta di condivisione di un bene che oggi viene definito Big economy. Nel mondo della sharing economy in Italia c’è una grossa attenzione e adozione della nostra piattaforma, e questo dimostra quanto sia viva l’esigenza di condivisione. La vera rivoluzione in corso riguarda la tecnologia mobile e le sue declinazioni, perché l’utente ha sempre più bisogno di un’esperienza legata al momento.

Diciamo che si prospetta sempre più un’offerta legata all’istante quasi più che al momento?

Si dice che la risorsa destinata a scarseggiare in futuro sarà il tempo, e potrebbe essere vero. Questa seconda rivoluzione tecnologica dopo Internet, nel giro di pochi anni, sta cambiando completamente il modo di fruire i servizi. Adesso siamo in un mondo dinamico, real time, last minute: non c’è più necessità di programmare le proprie attività con largo anticipo. Il tempo diventa una variabile determinante nel definire le scelte di acquisto.

All’inizio c’era scetticismo in Italia nei confronti di un servizio di car sharing? Avete riscontrato difficoltà?

L’Italia aveva perso l’abitudine all’autostop che, invece, nei paesi nordici era rimasta. Lo sforzo che abbiamo dovuto fare al momento del lancio in Italia è stato spiegare che il nostro servizio era in realtà una community di persone che condividevano il proprio profilo e la reputazione guadagnata viaggio dopo viaggio, e sulla cui identità venivano fatte verifiche dal nostro team. C’è voluto un po’ di tempo per far capire che non parlavamo di autostop, ma di persone reali che passano da una piattaforma che le mette in contatto a un’esperienza di viaggio reale, in auto, per alcune ore. Questa è stata la grande sfida.

Community, dinamiche di relazione… Avete pensato a collaborazioni con app di dating?

Il nostro unico obiettivo è far sì che i viaggiatori della community trovino compagni di carpooling e che compiano insieme una piacevole esperienza di viaggio, senza stress e col sorriso.

Il futuro di Blablacar | Dotmug

Adesso garantite la Sicurezza, ma all’inizio è stato un problema?

Sin da subito è stato fondamentale l’aspetto della sicurezza. In Italia ormai il tema della sicurezza non è più una barriera all’accesso della piattaforma: tutti sanno che gli altri viaggiatori che incontreranno hanno profili verificati e sono sottoposti a un sistema di feedback al termine di ogni viaggio. Una ricerca realizzata a ottobre con Collaboriamo e TRAILab dell’Università Cattolica ha messo in evidenza la fiducia che gli utenti hanno nel servizio BlaBlaCar. Si sentono talmente al sicuro con noi da non leggere neanche più i feedback dei compagni di tragitto: già il fatto di essere su un’auto BlaBlaCar è percepito come una garanzia.

Rispetto al futuro invece ci puoi anticipare qualcosa? Avete progetti?

Adesso abbiamo un mercato forte in cui siamo presenti da un po’ di anni, ma naturalmente stiamo lavorando a diversi esperimenti. Vorremo focalizzarci da un lato in verticale sul mondo del carpooling, in modo da garantire sempre un’esperienza migliore, soprattutto per fare in modo che tutti possano valutare di viaggiare con BlaBlaCar, in quanto un’opzione di viaggio funzionale e utile. Dall’altro lato, vorremmo capire quali possano essere i servizi aggiuntivi, tutte quelle possibilità che vanno incontro alle esigenze della community.

La nostra sensazione è che il mercato del futuro vedrà un’offerta sempre più integrata e collaborativa, in cui i diversi player non si sentiranno più competitor…

Sì, nel futuro sarà tutto molto più integrato e liquido e di sicuro la presenza del mondo mobile faciliterà questo processo. È normale quindi che tra i diversi operatori inizi a svilupparsi una maggiore collaborazione come partnership, spin off, tentativi di fare innovazione: e noi speriamo di essere dei player attivi e proattivi in questo scenario.

Michela Di Nuzzo

Michela Di Nuzzo

« Se scrivo ciò che sento è perché così facendo abbasso la febbre di sentire». - Fernando Pessoa Giornalista e co-founder, vivo il digital come imprenditrice e appassionata. Percepisco il cambiamento come un'opportunitá mai una minaccia. Occhi spalancati e orecchie aperte, sempre pronta alla condivisione, la chiave di ogni evoluzione.

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