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EventiIntervisteLa terza edizione dei Digital Design Days, una full immersion nel design digitale

Leo Mauriello Leo Mauriello9 mesi ago11 min

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Il design è tornato al centro del progetto e ne definisce le basi, le funzionalità, l’usabilità, la fruibilità. Filippo Spiezia

Finalmente la primavera è vicina e Milano in questo periodo è ricca di eventi e di occasioni imperdibili per fare networking o anche semplicemente per godere dell’innovazione. Da venerdì 16 a domenica 18 marzo 2018 tornano a Milano i Digital Design Days, una full immersion nel design digitale, la terza edizione di un evento internazionale dedicato a design digitale, tecnologie innovative e creatività, e quest’anno fanno parte della prima edizione della Milano Digital Week. Grazie alla nostra partnership, come lettori di Dotmug, potrete usufruire dello sconto del 15%, iscrivendovi alla nostra Newsletter qui. Abbiamo intervistato Filippo Spiezia, Co-Founder e Direttore Creativo di DDD che ci ha raccontato gli eventi da non perdere durante questa edizione.

Come e quando nasce l’idea di un evento sul design?

I Digital Design Days sono nati due anni fa, per ottemperare alla mancanza di un evento specializzato e di altissimo livello nel settore in Italia. Partendo dalla mia professione e dalla mia esperienza, ho cercato di realizzare il migliore evento possibile per i designer professionisti del mondo digitale, il migliore evento al quale io stesso vorrei partecipare.

Domanda di routine… perché terza edizione? Cosa cambia o migliora rispetto al primo e secondo anno?

Entrambi: cambia e migliorano i dettagli dell’organizzazione, migliora la qualità e il livello dei partecipanti, così come si ampliano i contenuti e l’offerta per i partecipanti.

Possiamo consigliare un workshop o uno speech per ognuno dei target a cui vi rivolgete…Ovvero un consiglio per lo Startupper, uno per l’imprenditore, uno per gli studenti… uno per tutti.

Speech imperdibile per tutti sicuramente David Carson, la leggenda del graphic design. Carson non viene in Italia dal 1996. Poi consiglierei, sempre per tutti, il workshop tenuto da Chris Do, “Business of Design”, che fornisce molti consigli utili su come monetizzare il proprio lavoro. Per uno startupper consiglierei il workshop di Tobias Wuestefeld “Hacking 3dtools trailer making of”; per l’imprenditore consiglierei lo speech del Team per la Trasformazione Digitale che fa il punto su tutti i nuovi sviluppi di designers.it realizzati dalla scorsa edizione dei DDD fino ad oggi, con relativo approfondimento nel workshop “Service Design”. Per gli studenti tutti gli speech sono utili, tra i workshop consiglio sicuramente Sketch, Framer e le due sessioni di studio di Wacom “Character Design” e “ZBrush”.

Oggi, a differenza di un tempo il design è una “scienza applicata” sempre più multidisciplinare… che aiuta a rivoluzionare molti settori come economia, informatica, pubblicità, digital. Quale potrebbe essere, dunque, una definizione del termine “design”… rivista e corretta per il contesto attuale?

Il design è tornato al centro del progetto e ne definisce le basi, le funzionalità, l’usabilità, la fuibilità. Non è più un orpello che abbellisce l’aspetto attraverso la UI (user interface), ma è alla base della progettazione.

La value proposition dei DDD è una “full immersion estrema nel design digitale”. Ma esiste una differenza concettuale così netta tra design tradizionale e design digitale?

A mio avviso non esiste una differenza concettuale così netta, perché creatività e innovazione vanno di pari passo, quindi la creatività possiamo definirla cross border nel senso che si esprime sia nel design tradizionale sia nel design digitale… non c’è una particolare differenza nella metodologia. O meglio: nella metodologia di espressione sì, ma come creatività e concetto di innovazione va bene per entrambe.

Nel vostro programma sembra centrale il tema della formazione. Un tema che nelle parole di Chris Do, è quasi sovrapponibile al concetto di “interscambio e condivisione dell’esperienza”… la sensazione è che il dibattito, tenti di colmare il vuoto di competenze della formazione tradizionale. Che ne pensi a riguardo?

Certo, il tema della formazione è assolutamente centrale a tutti i livelli, per gli studenti ma anche per i professionisti, tra l’altro all’evento abbiamo la presenza di un numero di professionisti molto alto, decisamente maggiore rispetto agli studenti. Confermo: con i DDD tentiamo anche di colmare il vuoto sulle competenze della formazione tradizionale.

Tra le vostre tante proposte di worksphop, vorrei focalizzarmi sul corso intensivo di Cinematic VR. La realtà virtuale è sicuramente un nuovo trend emergente… come deve prepararsi a questa rivoluzione il designer del futuro ?

Non parliamo di futuro ma di presente, la realtà virtuale è una realtà odierna e si è già sviluppata attraverso l’augmented reality, mixed reality, virtual reality… ci sono già diversi rami di sviluppo, quindi è già ora di metterci testa e mano.

Di recente Chris Anderson ha sostenuto: “Noi viviamo in una cultura del remix: tutto è ispirato da qualcosa che è venuto prima, e la creatività si vede nella reinterpretazione di opere preesistenti non meno che negli originali”. Un concetto che forse rappresenta nel miglior modo possibile la differenza tra designer e artista. Il primo reinterpreta il secondo crea.  Ma con il design si può fare arte?

Con il design si può fare arte e questo lo vediamo praticamente ai DDD con le installazioni, che sono vere e proprie opere d’arte fatte in digitale dove le persone possono interagire, sentirsi coinvolte e vivere un’esperienza emozionale, ognuno in modo diverso. Sono tutti percorsi di narrazione, di storytelling che usano mezzi tecnologici differenti, ma quello che conta alla fine è l’esperienza dell’utente nell’approcciarsi alle varie installazioni.

Cos’è che fa dei Digital Design Days un evento da non perdere?

Solo ai DDD si possono vedere e incontrare tutti questi speaker sullo stesso palco; poi è fondamentale la parte esperienziale per i partecipanti, ossia i momenti di networking diurni e serali, perché è importante imparare ma è fondamentale conoscersi, scambiarsi biglietti da visita, creare opportunità di lavoro ecc. I DDD sono l’unico evento dove per tre giorni si concentrano professionisti di ogni livello da tutto il mondo, sopra e sotto lo stage, quindi dagli speaker, ai partecipanti ai brand.

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Leo Mauriello

Leo Mauriello

I'm characterized by a great curiosity, that drives me to achieve important goals and new challenges. I'm a web and digital marketer mainly focused on digital strategy and social advertising with design, programming and digital analyst skills.

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