EventiDe Chirico alle nuove generazioni: “a decidere è l’anima dello spettatore”.

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“Che cosa dovrei amare, se non l’enigma delle cose?”.

Otto sezioni con 100 opere dai più grandi musei del mondo, la mostra evento De Chirico a Palazzo Reale a Milano fino al 19 gennaio. Un percorso onirico, una sorta di scrigno fantastico, dalla giovinezza fino alle Muse inquietanti, che parla anche del suo rapporto con Milano e Ferrara. Antesignano del Surrealismo e della Pop art, di cui lo stesso Andy Warhol sottolineava la capacità di frammentare il tempo attraverso la ripetizione. La sua poetica è ricca di figure che ritornano sempre, come manichini, statue, busti di gesso, gladiatori, cavalli ciechi, tutto per enfatizzare lo stato d’animo di chi osserva. Ben venga che ci siano voluti 50 anni per realizzare questo percorso espositivo dopo la mostra realizzata proprio a Palazzo Reale nel 1970, quando il risultato è così emozionante e coinvolgente.

L’arte di De Chirico alle nuove generazioni

Come scrive nella nota introduttiva il curatore Luca Massimo Barbero, l’obiettivo è quello di proporre la pittura di De Chirico allo sguardo delle nuove generazioni. Sembra davvero un intento ambizioso, soprattutto se pensiamo che la sua arte è sempre stata un pò il simbolo dell’antimodernismo, e quindi apparentemente distante dall’occhio di uno spettatore postmoderno invece sempre più abituato a velocità e frammentazione.

Il racconto della mostra è destrutturato, senza una cronologia ben definita, un viaggio in cui emergono figure, simboli, suggestioni e più che l’occhio, a decidere è l’anima dello spettatore. Il percorso inizia con rimandi alla mitologia familiare, l’addio alla Grecia, gli autoritratti e alla figura del filosofo che più ha segnato il suo percorso, Friedrich Nietzsche. “Che cosa dovrei amare, se non l’enigma delle cose?», questo interrogativo associato ad un suo autoritratto è l’emblema della sua visione dell’artista. Un individuo sempre alla ricerca, in costante mutamento, oltre ogni tentativo di definizione.

Andy Warhol e De Chirico

Ed è l’interrogativo il fil rouge delle opere dechirichiane, attraverso ombre, silenzi, vuoti, lasciandosi ispirare, ma mai definire completamente. Il visitatore arriva all’ultima sala, dove si intravede un processo di maturazione, ma anche di sottrazione. Giungiamo all’essenza delle cose senza fronzoli. Le Muse inquietanti una delle sue opere più importanti, al punto da divenire fonte di ispirazione per diversi artisti contemporanei come lo stesso Andy Warhol:« De Chirico ha ripetuto le stesse immagini per tutta la vita. Credo che l’abbia fatto non soltanto perché i collezionisti e i mercanti d’arte glielo chiedevano, ma perché gli andava di farlo e considerava la ripetizione un mezzo per esprimersi. Probabilmente è questo che abbiamo in comune… La differenza? Quello che lui ripeteva regolarmente anno dopo anno, io lo ripeto nello stesso giorno nello stesso dipinto».

Innovatore, visionario, postmoderno, uno degli artisti che più ha segnato il XX secolo. Ed è  proprio questo il punto che più ci interessa di De Chirico… il motivo per cui ne parliamo qui. Le sue geometrie pulite ma irreali, i colori piatti simil pantone e le prospettive meccaniche evocano i primordi della computer art. Surrealismo e iperrealismo si mescolano e si contaminano continuamente attraverso le matrici e i cliché dell’arte classica. È quasi come se il piede nel passato gli servisse solo per uno slancio più ampio e deciso verso il futuro. Anticipando forme, spazi e interazione della tecnologia contemporanea.

Vi invitiamo a farvi coinvolgere dalle opere di De Chrico a Palazzo Reale, lasciandovi ispirare dalle suggestioni, da un tempo totalmente sconnesso da un prima e un dopo. Un racconto fatto di flashback e flashforward, in cui l’unico bisogno rimane metabolizzare un vortice di suggestioni, che investono e travolgono mente e cuore, lasciando spazio a sviluppi infiniti.

Michela Di Nuzzo

Michela Di Nuzzo

« Se scrivo ciò che sento è perché così facendo abbasso la febbre di sentire». - Fernando Pessoa Giornalista e co-founder, vivo il digital come imprenditrice e appassionata. Percepisco il cambiamento come un'opportunitá mai una minaccia. Occhi spalancati e orecchie aperte, sempre pronta alla condivisione, la chiave di ogni evoluzione.

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