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TrendsTechnopopulism e innovazione: 5 tecnologie per un futuro migliore

Leo Mauriello Leo Mauriello3 settimane ago10 min

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Attenzione questo è assolutamente un post politico. Perché chi si occupa realmente di innovazione e tecnologia deve essere visionario, conservare una visione del futuro “positivista” e essere convinto che i cambiamenti tecnologici possano migliorare il mondo in cui viviamo. Solo questo basta (ed è bastato) per costruire un manifesto politico. Eppure la vera rivoluzione oggi è proprio continuare ad essere ottimisti! Continuare a credere che la tecnologia democratizzerà il sapere, l’accesso alla ricchezza e decentralizzerà il potere. Ma l’innovazione dove ci porta? All’autoritarismo o alla democrazia? All’abbattimento dei confini spaziotemporali o all’innalzamento di nuovi muri culturali.  Per chi come me fa parte della generazione nata nei primi anni ’80, questi sono passaggi delicati e un tantino dolorosi.

Come si è arrivati, in meno di venticinque anni, dall’ottimismo militante della New Economy alla minaccia di Cambridge Analytica? Proveremo a capirlo, ma soprattutto a comprendere perché dobbiamo continuare a crederci, quali sono le ragioni concrete per cui la tecnologia renderà il nostro futuro migliore, ancora adesso… nonostante tutto!

Il Tecnottimismo del primo decennio

Internet 90s

Sicuramente non mancavano i dubbi… sulla perdita della privacy e sulle frodi informatiche per esempio. Ma essenzialmente il primo decennio della .net Economy conteneva una grande ondata di ottimismo. L’hanno cavalcata le generazioni post yuppies dell’economia globale, la classe dirigente socialdemocratica e gli intellettuali positivisti, che ne hanno enfatizzato la spinta democratica, ovvero la possibilità di elidere i confini dell’accesso a conoscenza, informazione e connessione delle aree povere e remote con il resto del mondo.
Il sogno del villaggio globale era a portata di mano e l’equità tra popoli, classi sociali, sessi, sembrava inesorabilmente avviata. Due citazioni su tutte rendono l’entusiasmo di quegli anni.

The internet will be to women in the ‘90s what the vibrator was to women in the ‘70s. it’s going to have that power.  — Lisa Palac, 1994

The internet could be a very positive step towards education, organisation and participation in a meaningful society —Noam Chomsky, 2002

Internet era perfetto per esaltare l’idea di un nuovo futuro: piaceva a molti intellettuali, ai Nerd, all’economia, alla politica neo-global… e le voci critiche e allarmanti erano erroneamente liquidate come passatiste.

L’era techno-gloomy e la cyber rabbia

Ma dall’attacco dell’11/09 qualcosa cambia. Il mondo improvvisamente comprende che le reti decentralizzano, potenziano e dematerializzano anche il male.
Al Qaeda prima, l’ISIS dopo, mutuano la filosofia della rete per organizzare cellule, attentati e attaccare l’idea stessa di democrazia, che internet invece avrebbe dovuto potenziare.

Poi Snowden, Wikileaks, hackeraggi e la crisi economica hanno dematerializzato un nuovo nemico dell’innovazione… la rabbia. Essenzialmente espressione di una paura del futuro… e le doorway di internet così potenti diventano inaccettabili. Ci si chiude all’innovazione e i social diventano lo strumento preferito di technopopulisti, complottisti, passatisti… L’oasi di chi paradossalmente vuole tornare al passato al giardino pretecnologico.

Al punto che Evan Williams dichiara lo scorso anno:

“Internet non funziona più. Un tempo pensavo che, se avessimo dato a tutti la possibilità di esprimersi liberamente e scambiarsi idee e informazioni, il mondo sarebbe diventato automaticamente un posto migliore. Mi sbagliavo”

5 tecnologie per continuare a credere nel futuro

Dunque cosa fare? Soccombere al pessimismo? Smettere di innovare? Certamente no! Ma nemmeno illudersi che la tecnologia da sola, possa assicurarci un futuro aureo. Bisogna essere razionali, guidare i processi, innovare con coscienza. È sotto gli occhi di tutti che il mondo di oggi è migliore rispetto a quello di 100 anni fa, ma l’accelerazione delle reti rende superate queste argomentazioni… non bastano più per l’essere umano contemporaneo, abituato alla velocità e alla compressione delle informazioni.

Ecco 5 ambiti su cui investire, dove la tecnologia può migliorare le nostre aspettative sul futuro e la fiducia nell’innovazione:

  1. Biotecnologie: le reti e i sensori entrano nell’organismo e possono essere monitorati a distanza. Agevolando un futuro in cui arriveranno cure per Alzheimer, Parkinson, paralisi e malattie genetiche.
  2. Envirotech: oltre il solare e il nucleare si punta a nuovi modi di ottimizzare i consumi energetici e produrre il cibo. È immaginabile un futuro non lontano in cui l’uomo possa riequilibrare le sue esigenze in compatibilità con le risorse del pianeta.
  3. Realtà Virtuale e Aumentata: siamo solo all’inizio di tecnologie che potrebbero ridurre rischi e margini di errori nei campi della chirurgia, dei lavori ad alto rischio umano, oltre che nella valorizzazione di aree remote del pianeta, della conoscenza, dell’istruzione e che potrebbero abbattere i limiti fisici dovuti alle disabilità.
  4. La Blockchain: è la tecnologia che potrebbe ridare senso al concetto di privacy. Una modalità decentralizzata e non gerarchica di distribuire informazioni, così da renderle sicure e adeguate ai nuovi contesti digitali.
  5. Intelligenza Artificiale e Aumentata: sele macchine saranno sempre meno stupide, gli esseri umani vivranno interazioni più stimolanti con i propri device. Stimoli migliori favoriscono l’evoluzione e migliorano l’umanità.

È una lista incompleta e aperta, credi nella tecnologia guidandola e ottimizzandone i processi di innovazione, il futuro in fondo arriva comunque, meglio adoperarsi per renderlo migliore del presente.

Leo Mauriello

Leo Mauriello

I'm characterized by a great curiosity, that drives me to achieve important goals and new challenges. I'm a web and digital marketer mainly focused on digital strategy and social advertising with design, programming and digital analyst skills.

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