IntervisteDigital advertising e imprenditoria femminile in Italia

Leo Mauriello Leo Mauriello6 anni ago11 min

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Il futuro del #digitaladvertising in Italia e le difficoltà dell’imprenditoria femminile,  ne parliamo con @Bottegadellarete

Digital advertising nel 2013: +7,7% ( in crescita per il 2014)
Display Advertising nel 2013: 47% dell’online adv
Video Advertising nel 2013: +38,7%
Mobile Advertising nel 2013: +34,1%

Secondo Confartigianato il numero delle mamme imprenditrici italiane è leggermente superiore a quello delle madri in Germania, Francia e UK. L’Italia è l’ultimo di questi paesi per fondi investiti in Motech (technology e motherly).

“In generale, siamo convinti che collaborare e condividere i saperi sia più produttivo che essere in guerra”

Alesandra Romani è CEO di Bottega della Rete, azienda specializzata nel campo del web e digital advertising.
Nel corso del tempo ha gestito e lavorato per migliorare la visibilità di importanti brand e iniziative commerciali, di clienti come: Sony Music Italia, Eastpak, Gas, Warner Music, Smemoranda e molti altri (gestiti per conto di Kiver srl e altri partner strategici), utilizzando tutti gli strumenti più innovativi ed evoluti del digital advertising. Una giovane imprenditrice, recentemente anche madre che può dunque rappresentare una testimonianza importante da due punti di vista:

  • il mercato del digital advertising e la sua evoluzione rispetto alle scelte di budget definite dai brand
  • la condizione di imprenditrice giovane, donna e mamma in Italia

Prima Google Adwords e poi Facebook ADS hanno contribuito, con le loro piattaforme, a rendere il digital advertising un elemento importante del media mix, anche per i brand più tradizionalisti, trainando e rinnovando tutto il  mercato dell’advertising. Gli analisti definiscono questa fase del mercato digital “matura”, decretando l’uscita di tali strumenti dalla fase sperimentale. Qual’è il tuo punto di vista? E le tue previsioni per il futuro prossimo?

Credo che piattaforme come Google Adwords e Facebook Adv di fatto non escano mai da una fase sperimentale, sebbene dal punto di vista del mercato siano realtà nettamente consolidate.  Mi spiego: Google è praticamente monoplista, ma continua a ricercare e proporre strumenti nuovi, quindi sperimenta senza soluzione di continuità anche per mantenere una leadership di settore, che altrimenti verrebbe meno.
Nel prossimo futuro la sfida sarà sicuramente sul piano del mobile e dell’integrazione sempre più spinta tra diversi devices, in modo da perfezionare l’esperienza digitale dell’utente.

Una delle difficoltà del tuo lavoro è il cambiamento costante. Facebook ha modificato obiettivi e strategie di engagement, Adwords ha integrato Google+ e Twitter è pronta a presidiare il mercato italiano.

E non solo: Instagram ha lanciato un marketplace adv, che attualmente è in beta test, Spotify è sul mercato e così altri. Diciamo che non ci si annoia mai! Personalmente non la vedo come una difficoltà, più che altro è una ricchezza e un’opportunità: per uno strumento che fa il suo tempo e viene dismesso ce ne sono altri 5 nuovi tutti da sperimentare. La fatica è più commerciale, cioè riuscire a trasmettere ai clienti i benefici delle novità.

Come riesci a spiegare il cambiamento (anche di strategia nella spesa dei budget) ai tuoi clienti? E come costruisci per loro il giusto media mix?

Con estrema trasparenza e mettendo in luce i vantaggi delle nuove modalità. Il media mix è intrinsecamente correlato agli obiettivi di ogni singolo cliente, non si può prescindere dai risultati che si desidera ottenere. Ti dirò di più: il media mix è un’entità fluida, abbiamo necessità di poter spostare i budget tra i diversi formati, proprio per garantire il miglior risultato possibile ai nostri clienti.

Il mobile digital advertising sembra uno dei mercati e dei trend più promettenti dei prossimi anni. Eppure i numeri dicono che se in UK/USA i ritmi di crescita sono impressionanti, in Italia si stenta, nonostante sia nota l’affinità tra consumatori italiani e smartphone, secondi solo ai Nipponici. Secondo la tua opinione quali sono le motivazioni? Volumi dei budget? Diffidenza? Tradizionalismo? O strutture economiche (centri media, reparti marketing… ) ingessate e poco disposte a sperimentare?

Mi pare che l’Italia sia assolutamente allineata ai trend di crescita: 55% di navigazione mobile media, con punte dell’85% sui social. Chi non è adeguato sono le aziende, che ancora faticano a concepire il mobile come il mezzo più usato per navigare e, a breve, per fare acquisti.
Il mio concetto è: viene prima l’uovo o la gallina?
In Italia la gente non compra da mobile perché è diffidente? O è diffidente perché le aziende non mettono a disposizione siti e app con criteri di usabilità testati e veramente funzionali per il device?
Nella mia esperienza, in Italia l’approccio al media è obsoleto da parte di chi invece dovrebbe cavalcare la novità.

Questa è una domanda per la neo-mamma: quanto è difficile essere madre e imprenditrice in Italia? E cosa dovrebbero fare le istituzioni per garantire le condizioni minime di supporto alle madri imprenditrici?

Su questo argomento potremmo discutere per giorni, l’Italia è all’età del bronzo nel supporto alle famiglie in generale, rispetto alle madri imprenditrici siamo al pleistocene. Ma per fortuna (soprattutto dell’Italia e della PMI) le madri imprenditrici hanno una marcia in più e una volontà di ferro e, come delle abili circensi, riescono a cavarsela tra equilibrismi da capogiro e alta giocoleria!

Bottega della rete è una giovane, piccola e promettente realtà in un mercato colmo di agenzie multinazionali e mega centri-media. Come fai a guadagnarti il tuo spazio di mercato e resistere alla concorrenza?

Cerchiamo di lavorare proponendo sempre massima qualità, potendo contare su professionisti tra i migliori del proprio settore. Cerchiamo sempre nuove partnership e consolidiamo ogni giorno quelle esistenti. In generale, siamo convinti che collaborare e condividere i saperi sia più produttivo che essere in guerra!

Leo Mauriello

Leo Mauriello

I'm characterized by a great curiosity, that drives me to achieve important goals and new challenges. I'm a web and digital marketer mainly focused on digital strategy and social advertising with design, programming and digital analyst skills.

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