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DataTutti pazzi per chatbot e telegram: la pubblica amministrazione cambia…

dotmug dotmug2 anni ago10 min

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L’Italia è la miglior culla possibile per l’innovazione, però i privati non ne colgono il potenziale e il settore pubblico è impantanato nella sua burocrazia. Forse questa volta qualcosa sta cambiando davvero e più velocemente del solito: il governo Gentiloni ha approvato il Piano triennale per l’informatica nella pubblica amministrazione 2017-2019. Di cosa si tratta? È un progetto che si snoda su tre linee: infrastrutture fisiche (reti di comunicazione, data center e cloud);  infrastrutture immateriali (piattaforme realizzate a livello centrale e che offrono servizi al cittadino) e infine l’area degli ecosistemi (in sanità, scuola, giustizia e turismo saranno digitalizzati i servizi). A queste aree vengono affiancati il largo uso di big data e la sicurezza informatica.

A che punto siamo nella digitalizzazione dei Comuni?

Si comincia a vedere un miglioramento su entrambi i fronti: da un lato una pubblica amministrazione più attenta ai nuovi linguaggi e bisogni che ha portato il digitale, dall’altro persone più inclini a rapportarsi con questi enti smart. Un esempio su tutti ci viene da Milano, che ha scelto di lanciare il Bilancio Partecipativofrutto di una collaborazione fra assessorati, e di usare poi il digitale per spiegare ai cittadini questi passaggi che prima erano dedicati solo agli addetti ai lavori.

In più, in occasione del referendum dello scorso 4 dicembre ha aperto un canale su Messenger per testare una chatbot che rispondesse al cittadino milanese sulla collocazione del proprio seggio fornendo i dati di affluenza in tempo reale. Non solo, grazie alla collaborazione con i giovani del Comune di Milano, sarà anche lanciata a breve un’app geolocalizzata per sapere in tempo reale se sono presenti eventuali cantieri stradali, interruzione di circolazione, mercati, incidenti o altro nelle proprie zone.

Un altro esempio concreto di innovazione digitale nella pubblica amministrazione è invece già arrivato, a fine maggio, e si tratta del nuovo servizio chatbot del Mipaaf (Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali) attivo su Facebook Messenger per rispondere in tempo reale, 24 ore su 24, alle domande degli utenti su notizie e indicazioni pratiche legate al settore agricolo.

Digitalizzazione in due fasi: burocrazia snella ed educazione digitale

Milano sempre più digitale: 125 mila like sulla pagina FB e quasi 300 mila follower su twitter. Questo significa poter dare le informazioni in modo diretto, abbattendo le distanze fra amministrazione pubblica e cittadini.

«I social sono il futuro del digitale, sono quelli che ci legano di più alle nuove generazioni e sono anche uno strumento per creare nuove opportunità di lavoro» – Roberta Cocco, Assessore a Trasformazione Digitale e Servizi Civici del comune di Milano.

Il piano di trasformazione digitale però non si limita all’uso dei social, anche se per la prima volta ora compare in un documento istituzionale, ma è molto più ampio. Milano sta lavorando su due ambiti: da una parte rinnovare i processi attraverso il digitale, superare e semplificare tutti i servizi al cittadino partendo dall’interno dove anche il Comune di Milano si trova ancora a fare i conti con processi burocratici troppo farraginosi.

Dall’altra avviare una vera e propria educazione digitale con il progetto In de per mi: presso alcune sedi anagrafiche è stata testata la presenza di un tutor al servizio dei cittadini per mostrare loro come accedere ai servizi civici digitali. Dopo i primi mesi di buona riuscita dell’iniziativa, il progetto è stato allargato con l’aiuto dei giovani delle scuole superiori tramite il percorso di Alternanza Scuola-Lavoro. Inoltre è stato avviato il progetto Stem In The City, una serie di eventi per sensibilizzare i giovani alla cultura digitale e avvicinare le ragazze allo studio delle materie tecnico-scientifiche, che ha raggiunto oltre 3000 ragazzi.

La forza dei social è il linguaggio: a Trieste tutti pazzi per Telegram

Funzionano bene i network fluidi e informali. A Trieste, ad esempio, va fortissimo Telegram, soprattutto per le emergenze legate al maltempo e ai servizi: «C’è un cambio di rotta che il cittadino sta iniziando a percepire e per la prima volta, grazie ai social, ci possiamo approcciare al cittadino con più linguaggi. Il “burocratese” nei documenti istituzionali e un modello più informale che avvicini invece la popolazione alla Pubblica Amministrazione come punto di riferimento veloce e immediato» – rivela Christian Tosolin, Social Media Manager del Comune di Trieste. Si sta andando verso un uso sempre più crescente di chatbot per la gestione dell’interazione con il cittadino a qualsiasi ora del giorno e della notte, ma la strada da percorrere è ancora lunga perché i team digitali nella PA sono ad oggi composti di pochissime persone.

«Da una parte la digitalizzazione è contagiosa, dall’altra parte non c’è software che tenga la differenza la fanno sempre le persone» – Roberta Cocco, Assessore a Trasformazione Digitale e Servizi Civici del comune di Milano.

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"C’è una sola cosa orribile al mondo, un solo peccato imperdonabile: la noia". Oscar Wilde. Dalla redazione di Dotmug non ci annoiamo di certo. Sempre alla ricerca di notizie, condiviamo, twittiamo, instagrammiamo in costante connessione con il mondo digital.

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